Il caffè dei miracoli è l’ultima fatica letteraria di Franco Di Mare, noto giornalista e critico RAI. La storia è ambientata a Bauci, una cittadina il cui nome è un omaggio a Le città invisibili di Calvino da cui è mutuato.

Il titolo Il caffè dei miracoli

Il titolo Il caffè dei miracoli prende spunto proprio dal bar del piccolo paese Bauci, dove si svolge la vicenza narrata e che, come avviene in tutti i paesi, è il centro di smistamento di chiacchiere, pettegolezzi e notizie.

La trama de Il caffè dei miracoli

Le vicende narrate da Il caffè di miracoli echeggiano gli episodi di Don Camillo e Peppone. Nel romando di Di Mare sono Don Enzo, il parroco, e Rocco Casillo, il sindaco a tenere banco.
Casus belli è la statua di una donna dalle lascive forme che volge il suo burroso fondoschiena proprio verso la Chiesa. La comparsa della statua darà il via ad una serie di improbabili eventi incluso il ritrovamento di un neonato ai suoi piedi e sconvolgerà la piccola e provinciale comunità di Bauci.

La recensione de Il caffè dei miracoli

“Vi esorto a leggere il Caffè dei miracoli, per ritrovare tutta la nostra italianità, in un paese che ricorda un po’ una delle città immaginarie di Italo Calvino, dove tutto può accadere. Bauci può essere il paese in cui viviamo fuori dal tempo ma ogni giorno. I Baucesi pur essendo molto legati al loro paese ne criticano gli andamenti, i governi, le scelte e i progetti.

Accanto al Sindaco e al prete compariranno molti altri personaggi che come in una commedia dell’arte, giocando sugli equivoci o sulla semplice astuzia esplicitano sentimenti umani che passano dell’ambizione alla rivalità, dell’ipocrisia al sospetto, dalla furbizia alla meschinità.

Il caffè dei miracoli è un romanzo, come dicevo all’inizio, dal sorriso amaro, in cui, da un episodio sicuramente di scalpore vien fuori uno spaccato di umanità descritto da Franco Di Mare con ironia, tratteggiata da cinismo e illusione, il tutto tollerato però da un occhio pietoso e clemente, di plautesca memoria”.
Annalisa Adriani

La citazione

“È sempre intorno a loro, le fimmine, che si agita il mare delle passioni e il mare, quando tira malo tempo, in un niente può volgere a tempesta. Ma vale lo stesso se la donna in questione è una statua di marmo, un opulento nudo di Botero il cui sedere da tre tonnellate guarda malauguratamente in direzione di una chiesa? È quel che succede a Bauci, piccolo borgo a strapiombo sulla costiera amalfitana, diventato località alla moda grazie a un festival artistico che quest’anno celebra appunto il maestro colombiano.

Quando don Enzo, il parroco, vede l’opera al centro della piazza va su tutte le furie: come si può concepire tale oscenità, peraltro a pochi giorni dalla visita del vescovo? Ma toglierla non si può. Spostarla neppure. Cosa fare, dunque? Se lo chiede Rocco Casillo, il sindaco, al quale la statua serve per coronare i suoi sogni politici, e se lo chiede l’intera, colorata comunità di Bauci. Strane dicerie e fatti inspiegabili si susseguono fin quando, ai piedi dell’imponente chiattona, compare un fagotto con dentro una neonata. La pietra dello scandalo è servita”

tratto da Il caffè dei miracoli