Il Burundi è la nuova tappa del nostro tour fra le zone di produzione di caffè. Un paese segnato dagli scontri tribali, terminati nel 2005, che ne hanno compromesso lo sviluppo e hanno inciso anche sui livelli di esportazione

In Burundi il caffè coltivato è, a differenza degli altri produttori africani, per lo più di qualità arabica e costituisce circa l’80% delle esportazioni agricole del paese.

Ad introdurne la coltivazione nel paese furono i Belgi che colonizzarono il Burundi dopo aver mandato via i tedeschi.

Il comparto di produzione e lavorazione del caffè dà lavoro a circa 750mila famiglie (ovvero circa il 55% circa della popolazione). Grazie al supporto della World Bank sono state realizzate 145 stazioni di lavaggio e 4 impianti per la spolatura dei chicchi di caffè dove i contadini proprietari di piccole piantagioni di caffè portano il proprio raccolto per lavorarlo. Proprio per questo, per indicare la provenienza del caffè del Burundi si usano le coordinate delle stazioni di lavaggio, le Sogestal (Société de Gestion des Stations de Dépulpage Lavage du Café).

Queste strutture rappresentano il principale tessuto industriale del Paese, nonostante la quantità di caffè prodotta non sia altissima dato che si esportano circa 400 mila sacchi l’anno.

Questo è uno dei pochi paesi africani a coltivare quasi completamente la Coffee Arabica, di varietà French Mission Bourbon, in certi casi di altissima qualità.

Il terroir

Per terroir (termine mutuato dal mondo enologico) si intendono le peculiarità del terreno di coltura, la tipologia di suolo, altezza e posizione, il livello di esposizione (ombra/sole) e il microclima presente.

La pianta Arabica si coltiva un’altitudine tra i 1500 ed i 2000 mt, infatti il Burundi si presenta come un grande altipiano con un’altitudine media di 1700 metri slm.

Il clima è ovviamente tropicale ovvero caldo-umido con circa 9 mesi di piogge, il terroir è di origine vulcanica, ricco di minerali che lo rendono particolarmente prolifico.

La pianta di caffè fiorisce subito dopo l’estate, fra settembre e ottobre, il raccolto avviene nei mesi estivi.

Grande impegno negli ultimi anni in Burundi hanno investito a comprendere e sconfiggere un difetto tipico del caffè di queste zone, causato da un batterio che dava in tazza un retrogusto di patata cruda.

Proprio per la difficoltà di reperimento causata da esportazioni intermittenti per colpa della guerra civile, non è facile trovare Arabica del Burundi nelle miscele europee.

Tuttavia, nel 2017, il caffè Gakenke, coltivato nella provincia di Kayanzal, ha conquistato il 3° posto della Cup of Excellence. In tazza l’acidità è intensa e ben bilanciata, con note agrumate insieme a note più speziate e dolci di vaniglia e sfumature balsamiche.

Un caffè con un gusto molto deciso al palato, perfetto da combinare in miscele con altre varietà di arabica e robusta.