Al caffè degli esistenzialisti di Sarah Bakewell

16 febbraio 2018

Al caffè degli esistenzialisti di Sarah Bakewell è un quasi-romanzo incentrato sul movimento rivoluzionario degli esistenzialisti che intreccia biografia e pensiero dei suoi protagonisti e matre a penser



Il titolo



A un tavolo del Bec-de-Graz, caffè parigino la cui specialità è il cocktail all’albicocca, si riuniscono tre ex compagni di studi, Sartre, Simone de Beauvoir e Raymond Aron e attorno a quel tavolo costruiscono i pilastri di quello che sarà un movimento rivoluzionario, la filosofia esistenzialista, che, a differenza del pensiero metafisico di Kant e Hegel, basato sui massimi sistemi, prende spunto e vigore dalla quotidianità delle cose. Il movimento esistenzialista converge attorno al concetto di libertà e diventerà, negli anni '60, il sostrato culturale dei movimenti per i diritti umani: il femminismo, i diritti degli omosessuali, la lotta alle divisioni sociali che avvelenano la convivenza pacifica degli uomini, l'abbattimento di concetti arcaici come il colonialismo e il razzismo, mettendo al primo posto la libertà dell'individuo.

La trama



Nonostante l'argomento trattato sia di notevole spessore, il merito di Sarah Bakewell è quello di interpretare concetti difficili con semplicità e facilità di espressione. Il libro, pubblicato nel 2016, narra con brio, ironia e arguta semplificazione, l'intreccio fra biografia e pensiero dei più grandi e meritevoli intellettuali francesi e nordamericani, a cavallo fra le due guerre, fra gli anni 30 e cinquanta. Il pensiero filosofico esistenzialista viene spiegato con chiarezza grazie alla narrazione dei comportamenti, dei gusti e delle relazioni dei protagonisti, non solo Sartre, De Beauvoir e Aron, ma anche l'oscuro Heidegger, Husserl, Camus, Jonas, Jasper, Arendt. Un pensiero filosofico che, ispirato dalla fenomenologia tedesca di Husserl e Heidegger, si traduce in un nuovo stile di vita, fra tormenti interiori e desiderio di cambiamento, che fa sì che i suoi fondatori vengano considerati le rockstar della filosofia. Al caffè degli esistenzialisti di Sarah Bakewell è un libro da leggere, in primis, per capire meglio chi siamo e per cosa viviamo, senza appellarsi alle sovrastrutture morali e religiose che avevano permeato e condizionato il pensiero filosofico dei secoli precedenti, rendendolo ostico, elitario e distante dalla vita di tutti i giorni.

La recensione



"I due poli della carriera filosofica di Heidegger erano l’aula di lezione e il sentiero di campagna; per Sartre e la sua cerchia invece erano i caffè e, ancor di più, le strade fuori dai caffè, lì dove la vita brulica incessantemente. Potremmo affermare che se la preoccupazione di Heidegger è l’esserci, una delle traduzioni del termine Dasein, il vero interesse di Sartre e della de Beauvoir – così come di altri esistenzialisti francesi tra cui Maurice Merleau-Ponty – è la quotidianità delle cose".

Fonte

La citazione



“La genialità dell’invenzione di Sartre sta effettivamente nel fatto che trasformò la fenomenologia in una filosofia del cocktail all’albicocca – e dei camerieri che lo servivano. Così come una filosofia dell’attesa, della stanchezza, dell’oppressione, dell’eccitazione, della passeggiata su una collina, della passione per un amante desiderato, dell’avversione per uno indesiderato, dei giardini parigini, del freddo mare autunnale di Le Havre, della sensazione di sedere su una tappezzeria eccessivamente imbottita, del modo in cui i seni di una donna si ricongiungono quando si sdraia sulla schiena, dell’emozione per un incontro di pugilato, per un film, per una canzone jazz, per l’incrocio di sguardi tra due sconosciuti sotto un lampione. Riuscì a fare una filosofia sulle vertigini, sul voyeurismo, sulla vergogna, sul sadismo, sulla rivoluzione, sulla musica e sul sesso. Molto sesso”

(tratto da Al caffè degli esistenzialisti di Sarah Bakewell)

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