Coffee and cigarettes: un film di J. Jarmusch

30 marzo 2018

Coffee and cigarettes, un progetto iniziato nel 1986 e terminato nel 2003, è un film di J. Jarmusch composto da 11 cortometraggi che vedono protagonisti attori come Cate Blachett, Roberto Benigni, Bill Murray, Iggy Pop e Tom Waits etc.



Il titolo



"Eppure, pur nella varietà della follia, nella diversità delle rapidissime storie che raccontano suoi cortometraggi, Jarmusch sembra voler suggerire l’idea che, dopotutto, per quanto surreali e inarrivabili possano essere gli altri c’è sempre qualcosa che li accomuna tra loro, e noi con loro: quel tavolino a scacchi bianchi e neri, brindare con una tazza di caffè – il tintinnio delle tazze ricorre ormai quasi rassicurante in ognuno degli undici cortometraggi del film – qualcuno che assume caffeina prima di dormire per  poter sognare veloce e chi ha smesso di berlo per potersi godere finalmente la realtà e i sogni con tutta la calma che si merita.

Battute che ritornano come le diverse ore della giornata, personaggi irreali che si rincorrono in un gioco di citazioni fino a diventare familiari. Gesti scontati che, però, diventano quasi un sottile linguaggio in codice.

Diciassette anni per completare un film: Good things come to those who wait".

Fonte

La trama



Difficile condensare in poche parole la trama di questo surreale collage di 11 cortometraggi in bianco e nero, a inquadratura fissa, dove i personaggi, seduti davanti ad un tavolino a scacchi bianchi e neri di un bar, discutono dei piaceri della vita e di altri argomenti, sorseggiando caffè e fumando una sigaretta dietro l'altra.

Riflessioni di vita, interrogativi irrisolti, momenti di pura e semplice quotidianità e dialoghi non-sense si susseguono, scanditi dal fumo delle sigarette e annegati in tazzine di caffè fumante.

Coffee and cigarettes è, in definitiva, una riflessione malinconica e pessimista, in 11 capitoli fra il comico e il filosofico, sul senso odierno dei rapporti umani.

La recensione



"Le vite rappresentate non sembrano né brutte né belle, né insulse né fondamentali, tanto meno risolte: sono piuttosto frammenti, scampoli di incontri umani che, con beneficio di classifica, sembrano invitarci ad apprezzare l’esistenza nei suoi momenti qualsiasi, quelli che nessuno cerca o ricorda di aver vissuto, anfratti di puro accadere che, paradossalmente, recano in sé la possibilità di una rinnovata consapevolezza. Ecco perché, se tra milioni di anni una generazione aliena cercasse di comprendere il senso della nostra civiltà, scoprirebbe in Coffee and Cigarettes l’onesta indifferenza del tempo che ci scorre addosso, dotando i nostri momenti di una densità che insieme è limite e occasione, nutrendo il bisogno di incontro e scambio coi nostri simili, alimentando la nostra ansia di abitare il presente, di ribadire un’identità, di essere vivi. Che poi tutto questo passi attraverso il corpo inquieto di Benigni, i volti laconici di Tom Waits e Iggy Pop, il trasformismo di Cate Blanchett e quell’essere spontaneamente nonsense che Bill Murray si porta dietro ad ogni passo, qui risiede l’ulteriore punto di forza del film, che è divertente senza snobismi o ruffianerie, e forse condensa nel suo cast il ricordo di uno star system completamente trasformato, di una maniera di far cinema perduta e dimenticata, ma ancora viva, finché ci sarà Jim Jarmusch".

Fonte

Le citazioni



“I nostri padri erano la generazione del cappuccino con torta, noi quella del caffè e sigaretta"

"Dovrebbero congelarlo. Dovrebbero metterlo nella vaschetta del ghiaccio e infilarci dei bastoncini. Per i bambini: così si abituano fin da subito a berlo. Un ghiacciolo di caffeina”

Tratto da Coffee and Cigarettes – Cortometraggio Champagne


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