Etiopia: tour fra le zone produttive di caffè(1/2)

17 aprile 2018

L'Etiopia è uno dei paesi della coffee belt che produce una grande quantità di caffè qualitativamente notevole. Quali sono le sue caratteristiche e perché è una zona così prolifica?



L'Etiopia è situata nel Corno d'Africa, ha una grandezza di circa 6 volte l'Italia e una popolazione di circa 100 milioni di abitanti.

Non ha sbocchi sul mare ed è costituita da un altopiano, spaccato in due dalla Rift Valley, che, verso Nord, si trasfroma in bassopiano, mentre verso Sud, solcato da copiosi fiumi, prima degrada poi precipita e infine si eleva nuovamente.

L'Etiopia, quindi, esclusa la regione Dankala e la zona al confine con la Somalia, non soffre di siccità ed è proprio la zona dell'altipiano che si estende verso Sud a essere ricca di piantagioni spontanee di caffè.

Il terroir



Per terroir (termine mutuato dal mondo enologico) si intendono le peculiarità del terreno di coltura, la tipologia di suolo, altezza e posizione, il livello di esposizione (ombra/sole) e il microclima presente.

Partiamo da quest'ultimo: il clima etiope è caratterizzato da piogge torrenziali nei mesi estivi (da giugno a settembre), sole brucente di montagna e piogge timide nel periodo primaverile, ingredienti perfetti per far crescere robuste piante di caffè.

Particolare importanza riveste la tipologia di suolo e la sua ricchezza minerale. Quello della regione del Sidamo (una delle zone più prolifiche di caffè) è di origine vulcanica e presenta, quindi, ricchezza di minerali, estrema fertilità e unicità.

Tuttavia non è facile generalizzare perchè all'interno di uno stesso terroir, in particolare in Etiopia, esistono differenti microclimi che condizionano crescita e produzione. Proprio la natura cangiante dell'altopiano infatti crea delle tipologie di coltivazioni di caffè (all'interno delle foreste, in valli, su costoni di montagna, in pendenza etc. etc.) a dir poco uniche.

La peculiarità delle piantagioni etiopi riguarda l'esposizione: le piante di caffè infatti crescono all'ombra di alberi madre di altre specie.

Tutte queste caratteristiche uniche dànno vita ad una miscela unica: l’arbusto di Arabica sembra essere originario di questa zona dove il caffè cresceva allo stato selvatico ovvero naturalmente senza bisogno dell'intervento dell'uomo, in particolare nella regione etiope di Kaffa da cui si presume derivi la parola “caffè”. Anche oggi queste naturali condizioni ideali di coltivazione del caffè garantiscono l'assenza di supporti chimici alla coltivazione.

Proprio per questo motivo le piantagioni vengono chiamate "giardini del caffè", dove le piante di caffè crescono all’ombra di altre piante (tabacco, banana, spezie, tè etc. etc.) dando vita ad un bouquet di aromi unico e irripetibile.

Un capitolo a parte meritano le tecniche di coltivazione e di lavorazione dei chicchi di caffè in Etiopia, argomento che tratteremo presto e che influisce nel conferire un carattere unico a questa miscela.

 

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