Il caffè dei piccoli miracoli

3 agosto 2018

Il caffè dei piccoli miracoli di Nicolas Barreau è un fresco e coinvolgente romanzo d'amore, la cui trama si snoda fra i sognanti quais di Parigi e gli affascinanti calli veneziani.



Il titolo Il caffè dei piccoli miracoli



Tra i magici calli di Venezia, dove la protagonista de Il caffè dei piccoli miracoli, Nelly, approda alla ricerca di un segno e di un cambiamento, esiste un posto incantevole, il caffè Settimo cielo, di cui Nelly si innamora e che diventerà teatro della svolta di vita alla quale anelava.

La trama



Eleonore Delancourt, protagonista de Il caffè dei piccoli miracoli di Nicolas Barreau, è una persona prudente, riflessiva ed emotivamente trattenuta, ancora traumatizzata dall'incidente che l'ha resa orfana. Complice una scottante delusione amorosa, un'influenza debilitante e un misterioso appunto su un libro scritto dall'affascinante nonna bretone da cui è stata cresciuta, Eleonore o meglio Nelly come preferisce essere chiamata decide finalmente, per la prima volta nella sua vita, di seguire l'istinto e parte, senza alcuna pianificazione, alla volta di Venezia che la premierà per la sua audacia facendole incontrare l'amore.

La recensione



"Gli ingredienti di questo libro sono evidenti: un soffuso romanticismo di altri tempi, l’immaginazione tipica della commedia rosa, e un pizzico di magia; il tutto ambientato in città suggestive e poetiche. Lo stile è fresco, giovanile, brioso, induce il lettore a sognare e a perdersi nei meandri rosa dell’amore. Una bella lettura per una storia d’amore intensa e ricca di misteri, fuggevole e a lieto fine, su cui imperano le bellissime descrizioni della Serenissima, quasi seconda protagonista del romanzo. Un libro che, pur non essendo particolarmente impegnativo, affascina e convince".

Fonte

La citazione



<<Il lato positivo del credere ai segni è che ci offrono un punto di riferimento per orientarci sulla confusa carta geografica della vita. Il lato negativo del credere ai segni è che ci mettono di fronte alle nostre mancanze, e puntualmente proprio quando non siamo in grado di cogliere il messaggio con cui ci indicano la strada.>>

<<Dov’era l’uomo, se era contemporaneamente in più posti diversi? L’identità del qui, inteso come spazio reale, si disgregava, e il luogo geografico veniva soppiantato dal tempo e dalla velocità con cui si attraversava lo spazio. Dato però che nel tempo e nella velocità non può esistere localizzazione, questo processo aveva portato inevitabilmente al disorientamento, all’alienazione e alla deterritorializzazione. Da attore l’uomo era diventato teleattore, non si spostava più servendosi di un mezzo di trasporto fisico, come per esempio l’aereo, ma di un corpo virtuale, all’interno del quale si spostava senza muoversi. Un viaggiatore senza viaggio, un passeggero senza passaggio.

E in tutto ciò l’aspetto davvero sorprendente era questo: più il rapporto spazio-tempo, in cui da secoli l’uomo aveva trovato il proprio spazio vitale, deviava in favore del tempo, più il mondo intorno all’uomo accelerava, più l’uomo diventava statico. La velocità mobile era una velocità immobile che si traduceva in passività e inerzia: si inviavano mail in America in tempo reale restando seduti davanti a un computer anziché parlare con il vicino di casa che viveva in fondo alla strada.>>

Frasi tratte da Il caffè dei piccoli miracoli

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