La piramide del caffè di Nicola Lecca

9 marzo 2018

La piramide del caffè di Nicola Lecca è una storia contemporanea dal sapore fiabesco. Merito del protagonista, l'ingenuo e sensibile Imi, e della scrittura ammaliante dell'autore. Scopri le recensioni de ilcaffeitaliano.com



Titolo



La piramide del caffè, il titolo del libro, è un riferimento alla rigida struttura gerarchica e burocratica della grande catena di caffetterie, la Proper Coffee, in cui Imi, il protagonista del libro lavora. Il suo lavoro è scandito dai rimproveri e consigli dei suoi superiori che applicano pedissequamente il manuale di comportamenti e problem solving che l'azienda ha redatto per standardizzare i compiti e il lavoro dei suoi dipendenti, spersonalizzandoli. Gli effetti della globalizzazione sono una delle tematiche sfiorate e trattate dal romanzo di N. Lecca.

"La Proper Coffee è uno specchio fedele di ciò che è diventato il mondo del lavoro dipendente nel XXI secolo: un giano bifronte, che da un lato spende in marketing e comunicazione per apparire il miglior posto di lavoro al mondo, ma dall’altro è una corporation come tutte le altre, finalizzata alla massimizzazione del profitto e al mantenimento di regole interne tanto assurde quanto ferree". (fonte)

Nicola Lecca è una giovane promessa della narrativa italiana. Autore prolifico, intenso e molto curato nella prosa, ha vinto numerosi premi per le sue pubblicazioni.

Trama



Imi è un giovane diciottenne che ha appena realizzato il suo sogno, trasferirsi e trovare lavoro a Londra, dopo aver vissuto la prima parte della sua esistenza in un orfanotrofio al confine fra Austria e Ungheria. Imi inizia quindi a lavorare come lavapiatti nella catena di caffetterie Proper Coffee e, a poco a poco, la sua dedizione e impegno vengono premiate con piccole promozioni che lo inorgogliscono. La passione per il suo lavoro non gli impedisce però di notare come la rigida struttura gerarchica e burocratica "di stampo faraonico" (come la definisce lo stesso protagonista) che sovrasta il lavoro di ciascun dipendente è asfissiante e spesso contraria al suo buon senso e ai suoi valori.

"Lecca ci ricorda che il buon senso è un bene raro, individuale, non di massa. E il buon senso di un orfano ungherese che ha fatto la fame è molto lontano dal buon senso di chi ha fatto i milioni di sterline come presidente di una multinazionale. Così, per raggiungere quel “successo sul lavoro” tanto ambito oggi come ieri, ma oggi certamente ancora più chimerico, ognuno applica un buon senso differente". (fonte)

A rendere ancora più affascinante la trama è il semplice, entusiasta e ingenuo carattere del protagonista che dona alla narrazione un punto di vista volutamente straniante rispetto alla mentalità contemporanea e un tono fiabesco alle vicende di Imi.

Un'altra caratteristica che appassiona durante la lettura (e che è traccia comune in tutti i suoi lavori) è la capacità di rendere con toni leggeri e vaporosi, anziché cupi e  asfissianti, la mestizia e l'inquietudine che ci accompagnano nella vita.

Recensione

La piramide del caffè è forte come un ristretto e dolce come un mocaccino”. Poche parole che racchiudono l’anima di questa storia, dura come solo la realtà sa essere e insieme magica come una favola moderna.

Trama e stile sono di quelli che dovrebbero accontentare tutti. Una lettura accessibile ma mai banale, con una prosa volutamente pulita, frutto di un evidente lavoro di selezione e limatura tipica di chi, come Lecca, si autodefinisce un “artigiano della parola”.

Fonte

Citazione



"Gli piace molto la macchina del caffè: gli piacciono gli odori che sprigiona e il fatto che sia sempre tiepida e borbottante contro il gelo londinese. Gli piace soprattutto montare la schiuma del latte. Ormai ha imparato a farlo proprio bene, ma è stato difficile: c'è voluto molto tempo. Il suo istruttore - un ragazzo napoletano - gli ha detto mille volte che il segreto sta tutto nell'esperienza e nella pratica. E che, come dice Amanda Sandrelli a Massimo Troisi, per poter riuscire bene bisogna "provare, provare, provare..."

(tratto da La piramide del caffè di N. Lecca)

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