Pomodori verdi fritti al caffè di Whistle Stop

1 settembre 2017

Pomodori verdi fritti al caffè di Whistle stop è un romanzo di Fannie Flagg, scrittrice americana, di cui forse avete già apprezzato il film.



Se il film "Pomodori verdi fritti alla fermata del tram" vi aveva colpito, il libro, (il cui titolo è leggermente diverso Pomodori verdi fritti al caffè di Whistle stop) una storia coraggiosa scritta con leggerezza e bravura, vi conquisterà.

Molti di noi sono rientrati dalle vacanze e tanti anche a lavoro e, per di più, si prospetta un weekend di tempo incerto con calo delle temperature e pioggia in alcune regioni italiane.

Cosa possiamo fare di meglio che consigliarvi un libro bellissimo di cui vale la pena rivedere anche il film? Relax, divano, cuscini, libro, film e un buon caffè per dare più gusto!

Il titolo



"Pomodori verdi fritti al caffè di Whistle stop" prende spunto dall'omonima ricetta che viene spesso citata all'interno del libro. Non soltanto citata, ma anche dettagliata (sia negli ingredienti che nel procedimento) nel caso in cui vogliate sperimentare questa specialità della cucina del sud degli Stati Uniti.

La trama



Le vicende dei protagonisti, ambientate nell'America degli anni 30/40 razzista e condizionata dai pregiudizi sociali,  ruotano attorno al Whistle Shop gestito da Idgie e Ruth.

Non era mai stato altro che un locale da strapazzo, ma ora che ci ripenso bene, quando quel caffè chiuse il cuore della cittadina cessò di battere! È strano che in un locale da poco come quello si siano incrociati i destini di tanta gente.

Già da queste parole si intuisce la coralità del romanzo e dei suoi protagonisti, tuttavia saranno Idgie e Ruth a dominare la scena con la loro coraggiosa storia d'amore e libertà di sentimenti.

Il libro, seppur in modo delicato e coinvolgente, affronta tematiche molto importanti come l'omosessualità e il razzismo.

Differenze fra libro e film



Seppur sia il libro che il film siano bellissimi e godibili allo stesso modo, spezziamo una lancia a favore del libro: per la capacità di mettere in scena una pluralità di storie e di personaggi intensi e magistralmente delineati e per il coraggio di essere più esplicito rispetto al film che lascia molti delle tematiche più cruciali all'interpretazione dello spettatore.

La recensione



"Pomodori verdi fritti al caffè di Whistle stop è una storia meravigliosa, leggera e profonda al tempo stesso. La leggerezza è data dalla protagonista principale, Idgie Threadgoode, una donna stravagante, piena di energia e simpatia[...].


Idgie è di sani principi, ha alle spalle una famiglia numerosa, nel cuore porta il peso di un lutto che non la abbandonerà mai per tutta la vita. Di lei mi piace il carisma, mi piace quel dolore che sa portare con dignità, mi piace il suo modo di non scendere a compromessi, la sua continua ricerca della felicità, di una felicità che non ha mezze misure e che passa solo attraverso una persona: Ruth. Per anni Idgie sa tenerla nel cuore, senza accontentarsi di nessun altro, fino a quando riesce a coronare il suo sogno e a portare la sua amata con sé. Idgie è una donna combattiva, che non si arrende mai, né nei piccoli problemi quotidiani, né tantomeno di fronte alle ingiustizie più grandi.


Sono anni complicati quelli per i negri d'America, ma Idgie e Ruth non si fermano certo al colore della pelle. Loro aiutano tutti quelli che ne hanno bisogno, senza fare troppo caso alle apparenze, senza fossilizzarsi troppo sui commenti delle persone, sui pregiudizi della società. Il loro caffè di Whistle Stop, lungo la ferrovia, è un luogo di ritrovo per tutti i casi più disperati: vagabondi e negri trovano sempre un posto, alla faccia delle leggi che non lo permetterebbero. Idgie e Ruth seguono il buon senso, più che la legge".




La citazione



Il libro è ben scritto e raggiunge in diversi punti picchi riflessivi universali che non possiamo non appuntare per voi...

"Era rimasta vergine per non essere chiamata sgualdrina o puttana. Si era sposata per non essere chiamata zitella. Aveva finto gli orgasmi per non essere chiamata frigida. Aveva avuto dei figli per non essere chiamata sterile. Non era mai stata una femminista perché non voleva sentirsi dare della lesbica. Non aveva mai protestato né alzato la voce per non venire etichettata come una rompiscatole…"

«Se chiudi in trappola un animale selvatico, puoi star certa che morirà, ma se lo lasci libero, nove volte su dieci tornerà a casa.»

«C'è qualcos'altro che devi sempre ricordare. Ci sono persone magnifiche su questa terra, che se ne vanno in giro travestite da normali esseri umani. Non scordarlo mai, Stump, hai capito?»

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