Una birra al caffè Vigata: tributo a Camilleri

15 dicembre 2017

Se amate Andrea Camilleri, leggete Una birra al caffè Vigata, una generosa intervista che diventa un affascinante racconto di vita grazie alla capacità affabulatoria dello scrittore siciliano



Il titolo "Una birra al caffè Vigata"



Perché il libro si chiama Una birra al caffè Vigata? Andrea Camilleri, istrionico artista della parola che proprio la parola ha lavorato con svariati strumenti e finalità (una vita alla Rai, regista, sceneggiatore etc.etc.), raggiunge il successo come scrittore a 72 anni, dopo tantissimi rifiuti da parte delle case editrici. I suoi libri, (tutti anche quelli che non appartengono al filone del Commissario Montalbano), sono ambientati in una cittadina siciliana, Vigàta, una riproduzione fantastica dei luoghi della sua vita. Soprattutto di Porto Empedocle, la sua patria, dove ha trascorso infanzia e giovinezza, e dove il caffè del paese, diventato studio ad honorem di Andrea Camilleri per la sua vita lavorativa pubblica (incontri, interviste, presentazioni etc.) ha cambiato nome proprio in Caffè Vigàta.

Da qui il titolo del libro e la sua metafora, il cui senso è reso al meglio proprio da una citazione del libro:

"Non è vero che realtà e letteratura sono separate. La letteratura crea mondi che a volte hanno il privilegio di diventare concreti e conquistare respiro, vita, mare, odori, facce, luoghi". Così racconta Camilleri la commistione indistricabile fra i luoghi del racconto e i luoghi del reale.

La trama di Una birra al caffè Vigata



Il libro non ha una vera e propria trama, è una lunga e ammaliante intervista di Lorenzo Rosso, giornalista e scrittore, ad Andrea Camilleri, alimentata negli anni attraverso  chiacchierate, interviste ufficiali e incontri privati. Il filo rosso dei diversi contributi è Andrea Camilleri, la sua memoria storica, l'erudizione e cultura dello scrittore siciliano e la sua natura affabulatoria che fa diventare racconto, epica il resoconto di vita.

Si legge quindi della sua infanzia a Porto Empedocle e della cornice storica del fascismo, si scopre lo sbocciare del suo amore per la letteratura e la lettura, i suoi anni romani in Rai, nel periodo dei fasti dell'emittente, il suo successo da scrittore. Episodi di vita, appunto, interpretati con l'ironia, lo spessore, la cultura e la capacità di farsi capire tipiche di Camilleri.

Il libro contiene anche il racconto inedito di Camilleri "Il figlio disobbediente" che narra l'incontro realmente avvenuto fra il giovane Camilleri e l'artista Luigi Pirandello, figlio dello scrittore Luigi vincitore del premio Nobel.

La recensione di Una birra al caffè Vigata



"È un libro di metaletteratura, questo di Lorenzo Rosso, ma è anche e soprattutto il prendere contatto con uno dei più celebri scrittori a cavallo tra i due secoli, con un uomo che dice poco di sé e che tutti conosciamo per la sua voce: profonda, catarrosa, impastata da anni di sigarette. Si torna dentro la Vigàta, adesso sì, quella vera, la Porto Empedocle che non esiste più, se non nei racconti di qualche "sopravvissuto", "dove arriva forte l'odore del mare" e le navi entrano ed escono dal porto a ritmi vertiginosi. Si torna agli anni della guerra e dei bombardamenti, quando al liceo ci si andava in littorina. Si torna alle prime pulsioni, maturate davanti alle persiane verdi della casa che poi diventò la Pensione Eva. Si torna con la memoria alla partenza, quella cui ogni siciliano non si sottrae, per riscattare le proprie sorti. Per fare poi, immancabilmente, ritorno, "per lavare i panni in Arno", ma anche perché senza l'odore del porto e il rumore del mare la vita è un'altra cosa. I rapporti con Leonardo Sciascia all’ombra di Verga e Pirandello, il racconto di un successo che ha tardato a venire e di tutte le cose che sono accadute nel frattempo, la passione per i romanzi storici e una quantità indicibile di libri letti e immaginati, la ricerca linguistica per preservare un patrimonio che va perdendosi, i bilanci e il futuro.

Il racconto lungo una vita dello scrittore più amato dagli italiani.".

Fonte

La citazione da Una birra al caffè Vigata



"Durante la composizione di quel romanzo ebbi improvvisa la coscienza che avevo molte cose da raccontare e che avrei dovuto scrivere molto, anche se gli editori mi avessero risposto picche. [...]

Capii anche un’altra cosa, e cioè che dificilmente avrei scritto una storia che non fosse ambientata in Sicilia e che non avesse come protagonisti dei siciliani. Il mio mondo narrativo era quindi segnato. E così mi dissi: perché non inventarmi un luogo dove possano convivere tutti i miei personaggi presenti e futuri? [...]

Decisi anche che in questo luogo ideale avrei trasferito alcuni aspetti caratteristici del mio paese natale, Porto Empedocle, quali appunto la bella spiaggia, il porto, la torre di Carlo V, la Scala dei turchi che è una lingua di marna candida che entra nel mare, la collina alle spalle del paese con in cima il cimitero, la campagna retrostante, e anche certa toponomastica. Ma non ne avrei rispettato la disposizione reale, quelle località le avrei spostate come più mi conveniva".

Da Una birra al caffè Vigata di L. Rosso con Andrea Camilleri

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